Incontinenza Urinaria

Che cos’è l’incontinenza urinaria?
L’incontinenza urinaria è l’incapacità di controllare e trattenere l’urina. Può manifestarsi con gravità variabile da perdite minime (una o poche gocce) fino alla perdita completa del contenuto vescicale. Fughe d’urina, anche piccole, costituiscono un problema igienico e una causa di disagio sociale che può compromettere in misura rilevante la qualità della vita.
L’incontinenza urinaria colpisce più frequentemente il sesso femminile, ma si calcola che una percentuale variabile tra il 2 e il 10% della popolazione maschile presenti delle perdite di urina. Fortunatamente esistono delle soluzioni, che si diversificano in relazione alle cause che sottostanno alla incontinenza stessa. L’incontinenza urinaria non è pericolosa per la salute, se non nei casi più gravi, quando sia associata ad immobilità e scarsa igiene personale o quando si accompagni a gravi problemi di ritenzione di urina come nella incontinenza da rigurgito o nelle malattie neurologiche. L’incontinenza urinaria può contribuire ad aggravare lesioni della pelle, le cosiddette lesioni da decubito, che compromettono sempre più lo stato di salute del soggetto nelle persone con ridotta mobilità. Nella maggior parte dei casi, invece, l’incontinenza urinaria è un problema che “si limita” a minare la vita di tutti i giorni. L’incapacità di controllare la perdita di urina, oltre a problemi igienici, provoca infatti disagio fisico, psicologico, suscitando sentimenti di imbarazzo e di vergogna.
Chi è affetto da incontinenza urinaria tende sempre più ad evitare le situazioni imbarazzanti, i luoghi non abituali (dove è difficile trova- re un bagno in fretta!) e i contatti sociali. Tutto ciò può creare disagio anche nell’attività lavorativa e nella vita sessuale. Si alimenta così un circolo vizioso, in cui la difficoltà a comunicare il proprio disturbo può aggravare il senso di frustrazione. Indicativamente si può inquadrare la gravità dell’incontinenza urinaria in quattro gradi:
Minima, quando la persona incontinente non fa uso di pannolini e le sue attività sociali non risultano compromesse. Modesta, quando invece il ricorso ai vari ausili assorbenti è saltuario, ma i rapporti sociali e lavorativi non sono sostanzialmente compromessi.
Discreta, allorché l’impiego degli ausili assorbenti è praticamente costante e le occasioni d’incontro con gli altri cominciano a diventare problematiche. Grave, quando pannolini o condom (un contenitore esterno collegato ad una sacca) sono una compagnia costante, le attività sociali e lavorative subiscono pesanti restrizioni ed è necessario ricorrere all’aiuto di altre persone.

Quali sono le cause della incontinenza?
La vescica è l’organo a forma di sacca deputato al contenimento dell’urina. L’uretra è il canale che collega la vescica all’esterno. Questo canale viene man- tenuto chiuso da un meccanismo sfinterico. Il funzionamento della vescica e dell’uretra quando vogliamo o al contrario quando non vogliamo urinare è illustrato nelle ultime due pagine di questo libretto.

L’incontinenza può essere dovuta ad un problema di malfunzionamento della vescica, dell’uretra o di entrambe.
La vescica può contrarsi e spingere fuori l’urina quando dovrebbe stare a riposo oppure non lasciarsi dilatare dalla urina che dovrebbe raccogliere.

L’uretra invece può non avere una chiusura sufficiente per garantire la tenuta della urina quando aumenta la pressione in vescica, come per esempio alzandosi in piedi, tossendo, camminando, facendo uno sforzo, accovacciandosi o, nei casi più gravi, anche a riposo, oppure la chiusura dell’uretra può essere troppo forte, a causa di una ostruzione, tanto da provocare il mancato svuota- mento della vescica con conseguente sovra distensione e perdita di urina per rigurgito.

Ma perché la vescica e/o l’uretra possono andare incontro a questo malfunzionamento?
Elenchiamo alcune delle possibili cause:

Interventi chirurgici
Gli interventi effettuati sulla prostata, specie quelli di asportazione totale (prostatectomia radicale) in caso di tumore, possono rendere lo sfintere incapace di svolgere la sua funzione di tenuta.
Anche alcune operazioni effettuate sull’uretra o sul collo vescicale possono compromettere i meccanismi di tenuta.

Sindrome della vescica iperattiva
Esistono delle situazioni in cui il riempimento della vescica non avviene in modo graduale, ma è

 interrotto da capricciose contrazioni con spasmi della muscolatura vescicale (iperattività vescicale).

Talora questa situazione è correlata ad una situazione di difficoltà nell’urinare per una ostruzione (per esempio da ipertrofia della prostata), talora vi è un problema neurologico alla base, ma spesso non vi è una vera causa identificabile della disfunzione.

La sindrome della vescica iperattiva si caratterizza per una urgenza di urina- re, spesso con un aumento della frequenza dello stimolo e incostantemente con incontinenza.

Ritenzione urinaria cronica sub-completa
Una ostruzione cronica allo svuotamento (la causa non neurologica più fre- quente è una ipertrofia prostatica benigna ostruente) con abbondante resi- duo di urina in vescica (quasi corrispondente alla sua capacità) dopo aver ter- minato di urinare, può provocare la sovra distensione del serbatoio e perdi- ta di urina per incapacità della vescica a riempirsi ulteriormente.

Invecchiamento
Anche la vescica e l’uretra invecchiano col progredire dell’età e possono funzionare meno bene. La presenza di altri problemi di salute che riducono la capacità di movimento, la destrezza manuale, l’attenzione e la memoria possono sommarsi ai danni dell’età sul sistema vescico-sfinterico.

Infezioni urinarie possono irritare la vescica e provocare contrazioni involontarie della stessa.
Traumi dell’uretra incidenti che abbiano coinvolto il bacino e causato una rottura dell’uretra sfinterica anche se correttamente curati possono anch’essi compromettere i meccanismi della continenza.
Cause neurologiche acquisite e congenite.

Molte malattie neurologiche, sia del sistema nervoso centrale che periferico, possono comportare una alterazione dei meccanismi di regolazione del funzionamento vescico-uretrale.

Patologie congenite
Alcune gravi malformazioni congenite (epispadia, estrofia) possono causare incontinenza per alterazioni della struttura e conseguentemente della funzione della vescica e dell’uretra.

Come si manifesta l’incontinenza?
L’incontinenza urinaria nell’uomo si può manifestare con caratteristiche diverse. Possono verificarsi le seguenti situazioni o tipologie di incontinenza:

perdita di urina associate a condizioni di sforzo quali la tosse, lo starnuto, il sollevamento di oggetti da terra, ma anche in situazioni di cambio della postura, per esempio alzandosi dalla posizione seduta o sdraiata alla posizione in piedi o, ancora, camminando o accovacciandosi. In tal caso si parla di incontinenza urinaria da sforzo;
perdita di urina associata ad uno stimolo urinario improvviso, molto forte, impellente e non rimandabile (urgenza) che non consente di arrivare fino al bagno. In tal caso si parla di incontinenza urinaria da urgenza;
perdita di urina in entrambe le condizioni suddette, definita incontinenza urinaria mista;
perdita di urina continua, goccia a goccia, definita incontinenza urinaria di tipo continuo;
perdita di urina a gocce che compare dopo aver finito di urinare, chiamata sgocciolamento postminzionale;
perdita involontaria di urina durante il riposo notturno, definita enuresi notturna.

In alcuni casi la incontinenza si manifesta quale campanello di allarme di situa- zioni in cui la vescica non si svuota completamente urinando volontariamente: il residuo di urina che si accumula nella vescica può portare a delle perdite, causate da una vescica troppo piena. In tal caso si parla di incontinenza da rigurgito, che è particolarmente importante differenziare dalle altre forme di incontinenza. Infatti in tal caso la terapia consiste nell’aiutare la persona a svuotare meglio la vescica e non nel trattare direttamente la incontinenza. Inoltre, questa situazione, se non trattata, è potenzialmente in grado di causare complicanze renali.

L’incontinenza urinaria nell’uomo, oltre a poter essere di diverso tipo, può essere di diversa gravità. Si possono avere fughe di urina caratterizzate dalla perdita di solo poche gocce, o di uno spruzzo o di quantità più importanti fino alla perdita di tutto il contenuto vescicale.

Anche la frequenza delle perdite può essere molto variabile: alcune persone hanno una incontinenza rara, meno di una volta alla settimana o al mese, altre perdono molte volte al giorno o anche continuamente.