L’uomo con il tumore alla prostata vuole la “bombita”.

È questo quello che è emerso dal XIV congresso internazionale sulla salute del Caribe e del Latino America che si è tenuto a L’Avana Cuba dal 23 al 27 di aprile.

Feria-Salud-para-Todos

Con l’aumentare delle diagnosi sempre più precoci molti uomini tra i 50 e i 60 anni scoprono di avere un tumore alla prostata che viene trattato chirurgicamente con esiti “drammatici” sulla funzione erettile.
Circa il 90% degli operati esita in una impotenza irreversibile che non risponde alla terapia orale con gli inibitori della fosfodiesterasi 5 (Viagra, Cialis, Levitra)
Si stima che in tutto il Caribe e Sud America siano più di 30 milioni gli uomini con disfunzione erettile post Prostatectomia Radicale.
Anche l’utilizzo delle più moderne attrezzature compreso il Robot non preserva il maschio dal rischio di questa complicanza che altera irreversibilmente la qualità di vita.
In Italia la situazione è sovrapponibile.
Almeno 3 milioni di uomini soffrono di disfunzione erettile e di questi circa 500000 hanno tolto la prostata.
In più il diabete e la sindrome metabolica completano il quadro delle condizioni che possono alterare la sessualita’ di tutti gli uomini.
La protesi idraulica al Pene di ultima generazione risolve definitivamente tutti i problemi di disfunzione erettile. È’ composta da due cilindri di parylene ed appunto dalla “bombita” un piccolo meccanismo attivatore che viene posizionato all’interno dello scroto,completamente invisibile, che se azionato permette di gonfiare i cilindri e ridare a qualsiasi uomo la possibilità di avere una erezione perfetta e duratura come un ragazzo di 20 anni.
Pioniere di questa tecnica innovativa che sta prendendo piede in tutto il Latino America è il ricercatore italiano dell’Università Sapienza di Roma il Prof. Gabriele Antonini che ha presentato a L’Avana,in un simposio dedicato alla medicina sessuale insieme al collega urologo cubano Dott. Ramiro Fragas, i risultati del primo anno della loro collaborazione nell’isola più grande dei Caraibi.
In Italia attualmente si stimano circa 350 impianti di protesi al Pene l’anno e di questi 50 vengono effettuati proprio dal Luminare italiano che intervistato da adnKronos ha detto:
“Sono passati esattamente vent’anni dalla scoperta del viagra che ha rivoluzionato e cambiato per sempre l’approccio medico alla disfunzione erettile.
Ora abbiamo qualcosa in più.
In 15 minuti con una incisione chirurgica invisibile sulla pancia di 2 cm riportiamo l’uomo ad una nuova vita sessuale. La “pasticca blu” è un trattamento “on demand” che però nei pazienti oncologici non funziona. Per loro la protesi è la soluzione del problema. La tecnica che utilizziamo messa a punto dal Prof. Paul Perito negli USA ha azzerato completamente il rischio di complicanze in questo settore della medicina rendendo sicuro ed efficace l’impianto della protesi ed aprendo una nuova frontiera nel trattamento dei pazienti oncologici.
Nella nostra casistica il rischio d’infezione è praticamente prossimo allo 0%.
Il limite vero di questo trattamento chirurgico mini-invasivo è che è scarsamente conosciuto e scarsamente proposto dagli stessi urologi. Molte volte è associato al falso mito del rapporto meccanico azionando la famosa “pompetta” quasi fosse un sistema artificioso ed esterno all’organismo.
In verità non è così!!
Il device protesico è posizionato completamente all’interno del corpo ed assolutamente invisibile. Come una valvola cardiaca o una protesi all’anca permette di ripristinare la funzionalità di un organo altrimenti compromessa. La sensibilità, il piacere e l’orgasmo che si ottengono con la protesi sono perfettamente sovrapponibili a quelli di un rapporto fisiologico.
La protesi permette addirittura di superare completamente quella famosa “ansia da prestazione” che affligge qualsiasi uomo nell’approccio all’altro sesso.
Il vantaggio che offre Cuba è dato dalla possibilità di abbattere sensibilmente i costi di questa procedura che negli USA costa tre volte tanto, dall’altissimo livello di preparazione in campo medico del personale cubano vero punto di riferimento nell’innovazione medico-scientifica e dal posizionamento strategico al centro del Latino America che permette di essere facilmente raggiungibile da ogni paese centro-sud Americano”.