Dott. Antonini: “Dal varicocele al tumore, l’importanza dell’andrologo”


 

La Lazio ancora una volta all’avanguardia per quanto riguarda l’informazione medica. L’occasione è rappresentata dall’incontro didattico-scientifico, accreditato presso il ministero della Salute, con una platea accreditata di specialisti e di medici di medicina generale, che si svolgerà il 16 marzo 2019 (il prossimo sabato ndr) presso la Sala Stampa del Centro Sportivo di Formello.

Sarà un corso d’informazione medica incentrato sulla prevenzione in campo traumatologico cardiovascolare oncologico e andrologico. La finalità è quella della sensibilizzazione alla prevenzione attraverso la rilevanza sociale di una squadra di calcio così seguita come la SS Lazio e dei suoi calciatori che saranno presenti con una delegazione all’evento, e sulla necessità di creare una cultura di prevenzione in tutte le diverse fasi della vita. Il termine “prevenzione” è generalmente utilizzato per definire qualsiasi atto finalizzato a ridurre la possibilità che un evento, generalmente indesiderato, si verifichi. In generale dovrebbe iniziare durante la prima adolescenza. Ne abbiamo parlato con il Dott. Michele Morelli e con il Dott. Gabriele Antonini medici della Primavera. Dott. Morelli che temi affronterete durante questo evento? “Si parlerà nello specifico dei rischi cardiovascolari che come nel purtroppo famoso caso Astori possono colpire anche soggetti molto giovani e apparentemente in ottima salute fisica.

Affronteremo il tema della traumatologia e delle ripercussioni nel normale sviluppo fisico nei giovani. Parleremo di medicina Sportiva e del link che stiamo creando con l’Università di Tor Vergata. A breve verrà annunciata la stipula di una convenzione per strutturare finalmente un Lazio LAB grazie anche alla collaborazione con il Prof. Sergio Bernardini Coordinatore della Scuola di Specializzazione in Biochimica Clinica dell’Università di Roma Tor Vergata e responsabile del Laboratorio analisi. Stiamo portando a termine un lavoro sul “Metaboloma”.Con un semplice campione di saliva di ciascun giocatore riusciremo a capire attraverso alcuni metaboliti qual’è lo sforzo fisico prodotto e riusciremo a dosare i carichi di lavoro in base ai risultati ottenuti. Il tutto sarà finalizzato ad ottimizzare le prestazioni fisiche degli atleti”. Dott. Antonini già lo scorso anno un evento simile ha messo in luce il ruolo dell’andrologo come medico di riferimento per gli uomini di tutte le età.Come procede il vostro lavoro e quali sono gli obiettivi? “I maschi italiani ancora non conoscono la parola prevenzione associata alla sessualità maschile. Molti di loro non conoscono l’andrologo e difficilmente si rivolgono a lui in caso di problematiche.

Questo accade perché gli uomini di qualunque età affrontano con grandi difficoltà le loro disfunzioni riguardanti l’apparato riproduttivo e genitale. L’abolizione della visita di leva obbligatorio ha di fatto creato un buco. Manca una vera attività preventiva di primo livello per i giovani adulti. Quella visita costituiva in passato l’unica sorta di attività di screening andrologico su larga scala. C’è un differenza fra l’approccio del mondo femminile, che sin dall’età adolescenziale crea un rapporto con il proprio ginecologo, e quello maschile che ancora fa fatica a comprendere come il proprio benessere fisico e sessuale richiede una pari prevenzione. In questo l’andrologo deve diventare una persona di fiducia per gli uomini. Aggiungo inoltre che proprio a causa di questo lacunoso rapporto si sviluppano problematiche nell’età adolescenziale che portano poi all’infertilità. Mi riferisco al varicocele e ai testicoli ritenuti. La mancanza di conoscenza del proprio apparato genitale e la mancanza di cultura nell’autopalpazione delle gonadi sarebbe poi utile nella prevenzione del tumore del testicolo, una patologia che può colpire qualsiasi maschio fra i 15 e i 40 anni. Acerbi, calciatore della SS Lazio, ne è un esempio lampante visto che fu colpito proprio da una neoplasia testicolare. Il lavoro che facciamo vuole essere antesignano nel creare un nuovo rapporto di approcciare alla salute dei nostri calciatori, ma parimenti rappresentare un messaggio divulgativo verso l’intera popolazione maschile, di qualsiasi luogo ed età”.


 

 

 

 

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