F.A.Q. Protesi Peniena Idraulica Tricomponente

Quanto dura la procedura di impianto di Protesi Peniena Idraulica Tricomponente?
La procedura solitamente dura tra 20 e i 30 minuti, se viene utilizzata la tecnica chirurgica mini-invasiva, con accesso sovrapubico.
Quanti incontri sono necessari dopo la procedura?
I  punti applicati devono essere rimossi da 7 a 10 giorni dopo la procedura. In quel momento ti verranno date le istruzioni successive. Non appena sarai in grado di utilizzare completamente il dispositivo senza fastidi puoi cominciare l’attività sessuale (da 6 a 8 settimane).
Qual è la durata della protesi peniena.
La protesi normalmente dura 15 anni, in media, ma si registra una durata fino a 18-20 anni. La protesi include una garanzia a vita per sostituzione.
Manterrò una normale sensibilità dopo la procedura?
La sensibilità rimane invariata. Avrai le stesse sensazioni che avevi prima della procedura, il che significa che avrai anche un orgasmo normale.
Si tratta di una procedura che può essere effettuata solo in ospedale o anche in ambito ambulatoriale?
Dipende dalle condizioni generali del paziente. E’ consigliabile comunque una notte di pernottamento
La procedura si effettua in anestesia totale o locale?
La preferenza è sull’anestesia spinale dal momento che quest’ultima permette un sollievo prolungato dal dolore una volta terminata la procedura. È anche molto sicura e facile da eseguire per l’anestesista. Tuttavia, questa procedura può anche essere eseguita in anestesia totale o epidurale. La decisione è lasciata all’anestesista ed al paziente.
Si sono mai verificati problemi di reazioni avverse in cui è stato necessario rimuovere la protesi?
Il corpo non rigetta il dispositivo a meno che non sia infetto. Il rischio di infezione è all’1%. Se infettato, l’intero dispositivo deve essere rimosso, il paziente dovrà assumere antibiotici e il dispositivo sarà sostituito con un altro impianto rigido temporaneo.
È necessaria la circoncisione per la procedura di Protesi Idraulica?
La circoncisione non è necessaria. Pertanto non consigliamo la circoncisione ed anzi la scoraggiamo. Bisogna fare solo ciò che è strettamente necessario e indicato. Meno è meglio nel caso di interventi al pene.
Mi hanno parlato degli impianti semi-rigidi come una opzione. Quali differenze ci sono tra questo trattamento e la Protesi Idraulica?
Gli impianti rigidi hanno raggiunto la massima diffusione negli anni ’70 prima dell’introduzione di dispositivi gonfiabili. Rimangono l’impianto preferito presso urologi che eseguono un numero molto limitato di protesi all’anno. Le protesi semi-rigide presentano diversi inconvenienti che non riguardano invece le protesi gonfiabili. Gli impianti semi-rigidi possono dare luogo a erezioni meno che ottimali, e il pene tende a ruotare. Tali impianti inoltre comportano un pene difficilmente flaccido che può essere difficile da nascondere. Poiché il dispositivo non è flessibile come una pompa gonfiabile, è necessario un taglio più ampio sul pene per inserirlo, e con esso la possibilità di emorragie, ematomi, infezioni, e l’area di intorpidimento è maggiore. Il dolore e il disagio provocati dall’intervento sono molto più pronunciati con un dispositivo rigido che con uno gonfiabile. Il dolore dura molto più a lungo, da 4 a 6 settimane dopo la procedura. Infine, le protesi rigide hanno più probabilità di estrudere attraverso la pelle diversi anni più tardi, dal momento che sono sempre dure e pertanto esercitano una pressione costante sul glande. Col tempo, la carne del glande oltre la punta del dispositivo diventa più sottile e perde sensibilità. Il Prof. Antonini preferisce riservare l’utilizzo di questo dispositivo a pazienti che non sono in grado di azionare la pompa, sia per via di grave artrite o disturbi neurologici, o per chi si sottopone a revisione in caso di infezione, per fungere da stent temporaneo allo scopo di mantenere la lunghezza e circonferenza del pene. Un pene con un impianto gonfiabile ha un aspetto e una sensibilità normali, mentre un pene con una protesi peniena rigida ha un aspetto e una sensibilità anormali.
L’inserimento della protesi avrà un impatto negativo sull'attività fisica?
In generale sarai in grado di svolgere qualunque attività fisica senza alcuna limitazione di sorta. Ovviamente si consigliano alcune precauzioni come con qualsiasi altra procedura. Se si tratta di ciclismo dovrai sostituire il sedile della bicicletta con uno più ampio con un incavo nel mezzo. Il nuoto non costituisce alcun problema.
Una volta impiantata la protesi, avrò una normale eiaculazione? Ci sono effetti collaterali?
Erezione, orgasmo ed eiaculazione sono tre funzioni indipendenti. Gli uomini che sono impotenti per cause vascolari continuano ad avere orgasmo ed eiaculazione a pene flaccido. Pertanto, il recupero dell’erezione con la protesi in tali individui permetterà ai suddetti pazienti di continuare ad avere orgasmo ed eiaculazione. Alcuni pazienti sono diventati padri grazie alla protesi.

I pazienti che soffrono di DE in seguito a prostatectomia radicale o radioterapia perdono la capacità di avere erezione ed eiaculazione. In quel caso i pazienti avranno erezione ed orgasmo ma non eiaculazione.

È possibile eseguire le procedure di sfintere urinario artificiale e protesi peniena idraulica simultaneamente o una dopo l’altra?
Molti dei nostri pazienti si sono sottoposti allo sfintere e alla protesi peniena allo stesso tempo, ma l’esperienza con queste procedure simultanee ci ha insegnato che è preferibile eseguire la protesi peniena per prima, seguita dallo sfintere.
I diabetici sono inclini alle infezioni e/o ad un lungo processo di guarigione. Questa condizione causa problemi nella procedura di impianto della protesi?
Gli uomini diabetici in cura presso di noi hanno meno infezioni dei non diabetici. La ragione di questo fatto è sconosciuta. Una spiegazione è forse che i diabetici hanno un flusso sanguigno ridotto al pene, dunque sanguinano meno durante un intervento. Una raccolta di sangue nella cavità della scroto aumenta il rischio di infezione e questo è più improbabile in pazienti con circolazione compromessa.
Se non funziona, la protesi viene rimossa o esiste una procedura correttiva che può essere praticata prima di prendere in considerazione la rimozione?
La sostituzione in mani esperte è molto più facile e comporta un disagio molto minore. Spetterà al chirurgo capire se il dispositivo è malfunzionante o rotto.
Vengono offerti corsi di formazione sull’utilizzo della protesi?
Il paziente si ripresenta da 4 a 8 settimane dopo la procedura per imparare come attivare il dispositivo . Gli verrà insegnato per prima cosa come sgonfiare il dispositivo. Una volta che sarà riuscito, imparerà come gonfiare il dispositivo. Non è insolito per i pazienti avere bisogno di diverse visite prima di imparare ad usarlo.

Una volta rimossi i punti, verrà consegnato un dvd ed una brochure sull’utilizzo del dispositivo. Deve guardare il video e la brochure prima della visita successiva. Non dovrà cercare di imparare ad usare il dispositivo da solo prima di consultarsi con il medico. La partner è sempre benvenuta.

La protesi ha bisogno di una manutenzione nel tempo?
Non è richiesta alcuna manutenzione.
Esiste una quantità minima di volte al giorno, alla settimana, al mese in cui la protesi deve essere usata per ottenere la massima efficienza o per assicurare la sua efficacia?
No. Il dispositivo può essere usato in qualunque momento e non esiste un massimo o minimo di utilizzi.
Le dimensioni dell’erezione con l’impianto e con l’iniezione al pene sono uguali?
La dimensione dell’erezione con l’impianto è quella del pene flaccido preso per il glande e stirato più possibile. Un pene con un impianto non sarà mai piccolo/corto o molle quanto un pene senza impianto.
Dopo una prostatectomia radicale per un tumore, un uomo con una protesi peniena può avere un’eiaculazione?
Dopo una prostatectomia radicale, un uomo potrà avere un orgasmo senza eiaculazione. Il liquido che normalmente fuoriesce dal pene durante l’orgasmo è prodotto nella prostata e nelle vescicole seminali, organi che sono completamente rimossi durante la prostatectomia radicale. Inoltre, una vasectomia viene praticata durante la prostatectomia in modo tale che non ci siano perdite di sperma all’interno del corpo.
Che cos’è il morbo di Peyronie?
Il morbo di Peyronie è un termine utilizzato per descrivere la presenza di tessuto di cicatriziale nel pene. Il tessuto cicatriziale si forma a seguito di danni al tessuto erettile. La mancanza di flusso sanguigno, lesioni ai nervi erettili e traumi diretti al pene sono le più comuni cause di danneggiamento dei tessuti del pene. Questo disturbo è piuttosto comune come conseguenza del diabete. La cicatrizzazione in questa situazione è sempre permanente e irreversibile a differenza della cicatrizzazione che segue a una frattura o trauma del pene (in pazienti con normale flusso sanguigno al pene). Quindi nessun trattamento medico si è dimostrato efficace nella rimozione di tessuto cicatriziale dal pene in uomini affetti da diabete.

La cicatrizzazione del pene altera la funzionalità (elasticità) e l’anatomia del pene. La raccolta di sangue durante l’erezione dipende dalla funzionalità dei tessuti e da un’anatomia intatta del pene. Qualsiasi alterazione del tessuto del pene si tradurrà in perdite venose durante l’erezione.

Quali sono i possibili rischi, effetti collaterali e complicazioni degli impianti penieni?
Infezioni, erosione della protesi attraverso la cute, uretra e intestino tenue, colon, o lesioni alle arterie o alle vene degli arti inferiori, forti dolori passeggeri nella zona chirurgica e problemi meccanici dell’impianto.

Un’altra conseguenza dell’impianto è una perdita della rimanente capacità erettile spontanea. I pazienti che hanno erezioni spontanee funzionali devono essere a conoscenza di questo fatto.

Altri rischi di carattere generale inerenti a qualsiasi tipo di intervento chirurgico, come una cattiva reazione all’anestesia, polmonite se la procedura viene eseguita in anestesia generale, flebite, o altri pericoli derivanti da problemi di cuore preesistenti sono altre potenziali complicanze.

Inoltre, si può presentare la necessità di un ulteriore intervento chirurgico in caso di complicazione o insoddisfazione dopo l’impianto iniziale.

Che cosa succede se contraggo un’infezione?
Nel caso in cui un’infezione dovesse insorgere dopo l’inserimento della protesi, il paziente dovrà essere ricoverato in ospedale e il dispositivo rimosso completamente. Una procedura di recupero con reinserimento simultaneo ed immediato di un altro dispositivo parallelamente alla rimozione del dispositivo infetto può essere possibile o meno. Questa operazione viene eseguita al fine di evitare il restringimento e la cicatrizzazione del pene, che si verifica in seguito ad infezione della protesi peniena. Se non si riesce a identificare il tipo di batteri che causano l’infezione, il paziente avrà bisogno di 2-3 settimane di antibiotici per via intra-venosa. Se non si re-inserisce immediatamente un altro dispositivo, un secondo impianto può essere collocato in futuro. Tuttavia, oltre ad avere come conseguenza un pene molto più corto, l’intervento è molto più difficile ed a più elevato rischio di insoddisfazione del paziente. Tenuto conto del fatto che le infezioni sono rare il reimpianto dopo un’infezione deve essere eseguito solo da medici di grande esperienza e non da medici con poca o nessuna esperienza.