Studio su 1790 uomini con un’età compresa tra i 20 e gli 85 anni
disfunzioneLa disfunzione erettile aumenta del 70% il rischio di morte prematura. Lo ha stabilito uno studio dell’University of Mississippi pubblicato sul ‘Journal of Sexual Medicine’. Questo disturbo, che viene spesso sottovalutato dagli uomini perché si pensa colpisca soprattutto chi è più anziano, è molto diffuso tra i giovani “quasi il 20% degli uomini con un’età inferiore ai 40 anni soffre di disfunzione erettile”, sottolinea lo studio. Era già noto – riporta il ‘Daily Mail’ – che la disfunzione erettile fosse legata a fattori di rischio cardiovascolare tra cui l’iperlipidemia, l’ipertensione, l’obesità, il diabete e il fumo.

La ricerca ha esaminato 1790 uomini con un’età compresa tra i 20 e gli 85 anni che hanno partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey. Erano 557 i partecipanti con una diagnosi di disfunzione erettile, ebbene dopo quasi otto anni 244 soggetti erano morti. “Chi ha sofferto di disfunzione erettile ha avuto un aumento del 70% del rischio di mortalità prematura complessiva”, concludono i ricercatori.

Sono circa 3 milioni gli italiani che soffrono di disfunzione erettile, condizione che influisce sulle prestazioni sessuali maschili e ha conseguenze molto evidenti sullo stato psico-fisico dell’uomo. “Ma il dato è solo la punta dell’iceberg di un problema ancora molto sottovalutato e spesso vissuto nel silenzio dall’uomo con gravi ripercussioni psicologiche e sulla vita di coppia”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Gabriele Antonini, urologo-andrologo del dipartimento di Urologia U.Bracci dell’Umberto I-Sapienza Università di Roma. “L’arrivo di farmaci molto efficaci ha rivoluzionato il campo andrologico – ricorda Antonini – e aiutato a combattere la disfunzione erettile. Ad un soggetto iperteso, diabetico e con sindrome metabolico è spesso associato questa problematica”.

© Antoniniurology
Intervista rilasciata dal Dott. Antonini all’
ADNKronos


 

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