Su tutti i campi c’è la Lazio. Valori tecnici, morali, educazionali. Non solo calcio. Impegno sociale, assistenziale. I tour nelle scuole, le visite negli ospedali, la prevenzione medico-sportiva. Formello, stamattina, si trasformerà in un laboratorio. Davanti a una platea di specialisti e medici di medicina generale si terrà un incontro didattico-scientifico accreditato presso il Ministero della salute. Il corso d’informazione, incentrato sulle patologie andrologiche, è il preludio di un progetto di prevenzione, di screening, che inizialmente sarà rivolto ai 400 ragazzi del settore giovanile bianco-celeste. Ma il messaggio è rivolto a tutta la popolazione maschile. La Lazio vuole essere la prima società a creare un nuovo modo di approcciare la salute dei baby giocatori.

L’impegno. Il corso sarà diretto dal dottor Gabriele Antonini, Urologo e Andrologo presso il dipartimento di Urologia del Policlinico Umberto I, specialista mondiale, medico sociale della Primavera bianco-celeste. Assieme a lui ci sarà il dottor Michele Morelli, coordinatore sanitario del settore giovanile laziale: «C’è la necessità – spiega il dottor Antonini – di creare una cultura andrologica, nell’uomo, con una figura medica di riferimento che si occupi della salute maschile in tutte le fasi della vita. La finalità del corso è la sensibilizzazione alla prevenzione. E’ stato il presidente Lotito a stimolare in noi il desiderio di affrontare l’aspetto delicato della medicina preventiva. La Lazio ha un bacino d’utenza, nel proprio settore giovanile, di circa 400 ragazzi che in linea di massima, come i loro coetanei al di fuori del calcio, non hanno mai fatto un controllo dell’apparato genitale».

La prevenzione. A differenza delle donne, che si rivolgono al ginecologo, gli uomini ignorano che il benessere fisico e sessuale richiede una giusta prevenzione e un rapporto di fiducia con l’andrologo: «La prevenzione, in andrologia, dovrebbe iniziare durante la prima adolescenza. In genere – aggiunge il dottor Antonini – gli uomini di qualunque età affrontano con molta difficoltà le disfunzioni che riguardano l’apparato riproduttivo e genitale». Con l’abolizione, nel gennaio 2005, della visita di leva obbligatoria, è venuta a mancare l’unica attività preventiva: «Buona parte delle cause di infertilità maschile sono innescate da problemi già presenti in adolescenza, basti pensare al varicocele o ai testicoli ritenuti. Problemi che, se individuati, possono evitare l’infertilità». Le altre cause: «Le malattie sessualmente trasmissibili come il Papilloma Virus. La mancanza di una conoscenza del proprio apparato genitale e la non cultura dell’autopalpazione delle gonadi nella prevenzione del tumore del testicolo che può colpire qualsiasi maschio nella fascia d’età tra i 15 e i 40 anni. Esempio lampante quello di un ex giocatore della Lazio, Ederson, colpito qualche mese fa proprio da un seminoma testicolare». Altri esempi. Acerbi del Sassuolo e i ciclisti Lance Armstrong e Ivan Basso sono stati colpiti da questa malattia. Prevenire è sempre meglio che curare.

Daniele Rindone