Il Congresso dell’Associazione Europea di Urologia (EAU) è il più grande evento annuale in campo urologico e quest’anno si svolge a Londra.

Abbiamo riportato la nostra esperienza sull’ancoraggio al glande di apice protesi peniena idraulica dopo pseudo-estrusione distale

 

Londra, marzo 2017 – Nella comunicazione vengono descritti i passaggi fondamentali della tecnica di ancoraggio della protesi peniena idraulica con un punto non riassorbibile al glande. Sono stati sottoposti a questa procedura chirurgica 53 pazienti con un tentativo di estrusione dell’apice protesico destro.

La tecnica descritta prevede i seguenti passaggi operatori: incisione longitudinale sub-glandulare ventrale destra di circa 3 cm. Incisione sub-glandulare destra a livello dell’apice protesico con bisturi elettrico per non danneggiare la protesi. Retrazione del cilindro protesico verso la porsione prossimale del pene. Con una forbice da uretere si apre la pseudocapsula fino sotto il glande e si ricrea lo spazio apicale. Si ancora al glande l’apice della protesi con un filo in prolene 3/0. Si effettua sul glande un’incisione a stella.

Si nasconde la sutura non riassorbibile suturando il glande con un punto in Vicryl 3/0. Assenza di complicanze nel decorso post-operatorio. I controlli a 6 e 12 mesi di distanza hanno evidenziato un corretto posizionamento e soddisfacente funzionamento dall’impianto protesico. Tale procedura è stata sviluppata per non effettuare degloving dell’asta e ricostruzione dell’apice cavernoso con manovre chirurgiche rischiose per la sensibilità e vascolarizzazione dell’asta e soprattutto per salvare l’impianto protesico ed evitare una estrusione con conseguente possibile infezione dello stesso.